...ora su splinder.
martedì, 17 novembre 2009

per pochi attimi

è certo un brivido
averti qui con me
in volo libero.


(marlene kuntz)
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categoria: corrispondenze di sensi


mercoledì, 11 novembre 2009

il mio mare

il mio mare
non mi fa paura il tempo che corre, che porta lontano le cose che amiamo
perché so che voglio inseguirle e per questo vivrò
(tiromancino)
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categoria: e donne infreddolite


sabato, 31 ottobre 2009

la mia passeggiata

mi hai lasciato
senza parole
come una primavera
e questo è un raggio di luce
un pensiero che si riempe
di te

mi veniva da voi o da quel cielo
e da quel mare l'umile riposo?
certo, in un punto, io fui quasi oblioso.

per un momento avrei voluto
che fosse vero anche soltanto
un pò

parea che io non avessi alcun pensiero.
non pensava. sentiva, solamente.

perchè ti ho sentito entrare
ma volevo sparire

pure, voi non mi amate ed io non vi amo.
pure, quando vi chiamo, io non vi chiamo
per nome.

ti vorrei sollevare
ti vorrei consolare

non ad altro la nostra anima aspira
che a una tristezza riposata, eguale.

ti vorrei sollevare
ti vorrei ritrovare

il tramonto è una fiamma, e i marinai
cantano da le navi, e odora il mare.
voi vedete: non è lo stesso mare
di ieri. voi vedete: è un altro cielo.

(feat. gabriele d'annunzio, elisa, giuliano sangiorgi)

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categoria: corrispondenze di sensi


martedì, 27 ottobre 2009

il tempo che non passa

"vai a casa?"
nessuno me lo chiede mai da dietro un banco del supermercato. è capitato che alla cassa mi abbiano chiesto come va il libro, o al massimo se l'altra volta quello che ho comprato è andato bene. ma se sto andando a casa, mai.
"sì, perché?"
"ti lascio una testa di salmone per tua mamma, così tuo padre è contento".
a volte è bello pensare che il tempo in realtà non sia passato mai.

dov'è il tuo cuore, lì è la tua patria.
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categoria: bianco


lunedì, 26 ottobre 2009

negli occhi

questi graffi
che mi fai
che ti faccio.
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venerdì, 23 ottobre 2009

rimani qui

ma tra la partenza e il traguardo

nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione

ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve

(niccolò fabi)
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sabato, 17 ottobre 2009

smemorie

se d'improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
ché già ti avrò dimenticata.

(pablo neruda)
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giovedì, 15 ottobre 2009

godersi il sole in dicembre

ed è buffo come a volte il tempo scorra
meglio del previsto: un panico incombente
ci costringe ad addomesticare
un fervido sorriso, un benessere improvviso.

è forse una remota speranza la felicità?
godersi il sole in dicembre, non molto lontano da qui nevica.

(...)

ed è innaturale come a volte ci forziamo di ignorare
il gemito costante delle nostre reali inclinazioni: il margine di errore di un’incessante sottrazione


(carmen consoli, non molto lontano da qui)

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mercoledì, 14 ottobre 2009

l'umore del mare

sono andata, ma non ho trovato nessuno.
sono andata perché quella volta non andai. non potevo andare, non potevo farci niente. stavolta volevo respirare il non ritorno.
volevo cercare sapori che mancano, come pezzi di un puzzle sbiadito dal tempo.

hanno costruito un fabbricato sulla banchina, al posto di chi sedeva a gambe aperte a riparare le reti.
ho visto solo fulmini a largo e ho capito che le ricerche erano state sospese per il maltempo. me l'ha detto il mare.
allora ho cercato di fotografare i fulmini a largo. ma di nuovo il mare mi ha avvertito che avrei fatto meglio ad andare. me lo ha detto in bianco e in grigio e in nero, con colonne di scuro che si stagliavano contro le nuvole.
non ho visto nessuno, solo qualche gatto che già cercava riparo. a loro il mare glielo ha detto con l'odore.

e ogni onda che si ingrossava era una lama nella morsa della lontananza.
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categoria: e donne infreddolite


martedì, 13 ottobre 2009

l'anima all'amo

 
"tutte mi tornavano in mente le canzoni dell'addio, e mi tenevano l'anima all'amo. come nell'alba piovosa in cui tornai, sepolto dalle nebbie e dal rancore, e mi sorse dentro il mio primo veleno. me ne uscii allora nelle strade, dalla tua porta, marcito come le foglie d'autunno marcivano intorno, gialle e marroni, fradice di ruggine.
(...)
e anche i cartelloni sulle strade mi parlavano di lei.
(...)
prenderò le strade, ampie, e avrò un lungo muso d'automobile da metterci in mezzo, per travolgere i banchi di nebbia e di nostalgia quando mi arriveranno addosso a folate. come nelle grandi avenidas così andrò nel vento dell'autunno, portando il mio lutto come una bandiera.
non verrò più, non più cane senza medaglie sotto al tuo balcone, nè tirerò più sassi al cielo azzurro della tua finestra.
nient'altro voglio sapere, nient'altro che questo. non voglio trovare più niente sul tuo viso. non posso sopportare di trovarlo cambiato.
la strada lo sa. la strada ha conservato tutto il mio amore. la strada me lo ridarà indietro mentre cammino fumando, soffocando una lama con un'altra lama.
cammino per queste strade, dove altri hanno vissuto la vita che avrei dovuto vivere io. l'hanno vissuta al mio posto, e io la guardo da sotto le loro finestre. e nessuno, nessuno me la ridarà più indietro.
spumavano gli alberi a primavera, e tu avevi un vestito leggero... tu avevi un vestito leggero..."

(vinicio capossela, non si muore tutte le mattine)
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chi sono. modestamente

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